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Geografie del corpo

Spazio, identità e presenza nell’immagine contemporanea nella ricerca di medullastudiomedulla

Di Letizia Obertelli 14/10/2026

Ci sono territori in cui l’architettura smette di essere soltanto materia costruita per farsi superficie percettiva, e in cui il corpo cessa di rappresentare una figura statica per trasformarsi in luogo di relazione e metamorfosi. È esattamente su questa linea di confine
che si sviluppa la ricerca di medullastudiomedulla, il duo fotografico composto dalle architette Stefania Catastini e Cristina Toni. Con base a San Miniato, in Toscana, le due autrici intrecciano pratiche fotografiche e performative per indagare il corpo — in primis il proprio — come soggetto attivo e materiale espressivo fondamentale.

Il lavoro del duo nasce da una feconda contaminazione linguistica tra pittura, scultura, fotografia, moda e design. In questo dialogo interdisciplinare, il colore assume il ruolo di vero e proprio elemento narrativo, mentre la pelle viene interpretata come soglia, limite e territorio vitale della presenza umana. Una poetica visiva rigorosa e d’impatto, che ha guadagnato attenzione su contesti e riviste internazionali di architettura e design come Dezeen, Domus, Interni, Mark Magazine, L’Arca, Area, Platform, IQD Magazine e ArchDaily, oltre a trovare spazio in cataloghi espositivi di rilievo come Dedalo Minosse, La Biennale di Architettura di Venezia, Biennale dello Stretto e Premio Architettura Toscana.

La loro produzione risponde a una precisa riflessione: come ridefinire la percezione dell’identità nell’immagine contemporanea attraverso processi di frammentazione e anonimizzazione. La ricerca si articola in differenti nuclei di lavoro ben definiti.

In Mappe Vive, la superficie corporea viene osservata e restituita come un vero e proprio paesaggio di tracce e texture. Vene, pieghe, peli e dettagli epidermici si trasformano in geografie astratte, nate da un denso processo di analogia visiva e concettuale tra la polvere di marmo e la polvere di pelle.

medullastudiomedulla, Mappe Vive – dune, 2021
medullastudiomedulla, Mappe Vive – onde di sabbia, 2021
medullastudiomedulla, Mappe Vive – mare incrociato, 2021

 

 

 

 

 

 

Con Interferenze, il duo mette invece in scena corpi anonimi immersi in contesti e ambienti architettonici rigorosi. Qui è il netto contrasto cromatico tra le tonalità del blu e dell’arancio a generare una tensione visiva che riorganizza lo spazio e la percezione di chi osserva.

medullastudiomedulla, Interferenze, 2024
medullastudiomedulla, Interferenze, 2024
medullastudiomedulla, Interferenze, 2024

 

 

 

 

 

 

 

 

In Casa sotto la nuvola, il corpo attraversa lo spazio come elemento perturbante e performativo. L’irruzione del colore rosso interrompe deliberatamente la neutralità dell’architettura sottostante, introducendo all’interno del rigore spaziale una dimensione fortemente emotiva e fisica.

medullastudiomedulla, Casa sotto la Nuvola, 2025
medullastudiomedulla, Casa sotto la Nuvola, 2025
medullastudiomedulla, Casa sotto la Nuvola, 2025

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La selezione culmina infine con Bloom again, un progetto in cui il volto umano vienesostituito da opere organiche e materiche. Questa cancellazione della fisionomia origina figure ibride, sospese in uno stato di permanente transizione tra l’umano, l’artificiale e il
naturale.

medullastudiomedulla, Bloom Again, 2023
medullastudiomedulla, Bloom Again, 2023
medullastudiomedulla, Bloom Again, 2023

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel loro insieme, le opere di medullastudiomedulla dimostrano come il corpo, privo delle sue coordinate tradizionali, emerga come uno spazio eminentemente relazionale, capace di mettere costantemente in discussione i confini tra identità, ambiente e rappresentazione.